Le cause dell’affare dei Baccanali

LE CAUSE DELL’AFFARE DEI BACCANALI

E’ risaputo che quasi tutte le persecuzioni religiose avvenute nel corso della storia hanno avuto alla base motivazioni politiche. I motivi religiosi sono stati sempre una cortina di fumo sparsa a piene mani per tenere nascosti i veri scopi che gli interessati volevano raggiungere. Siamo perciò convinti che anche le motivazioni che spinsero i senatori e i consoli del 186 a scatenare una violenta persecuzione dei seguaci di Bacco siano stati esclusivamente di natura politica.

Molti studiosi hanno ipotizzato che le cause dell’affare dei Baccanali siano state essenzialmente di natura politica.

Pochi però hanno poi cercato di indagare a fondo quali possono essere state le vere cause politiche della persecuzione. Infatti, non è facile individuare con esattezza quali furono tali motivazioni, poiché le autorità che scatenarono la repressione avevano interesse a tenerle nascoste e a esse nessuna fonte ha fatto cenno, nemmeno Livio nel suo lungo racconto sui Baccanali.

L’unica motivazione politica evidenziata nella storia di Livio è quella che i seguaci di Bacco avevano il progetto di impossessarsi del potere politico, ma poiché non avevano ancora le forze sufficienti, si limitavano per il momento ad azioni delittuose contro privati La loro era quindi una coniuratio, un complotto politico a lunga scadenza, che quindi non comportava pericoli imminenti per mancanza di forze. Bisogna poi aggiungere che nel racconto di Livio il termine coniuratio è usato ripetutamente e con una tecnica molto elaborata in rapporto all’affare dei Baccanali, per evidenziare che il movimento bacchico rappresentava una minaccia politica, in forma religiosa, alla sicurezza dello Stato. Gli adepti erano effettivamente legati da un giuramento.  che essi facevano durante la cerimonia dell’iniziazione, ma quello che vincolava gli iniziati a rimanere fedeli al Dio e a mantenere segrete le cose sacre che erano state loro rivelate dal dio per mezzo dei sacerdoti e a non comunicarle ai profani. Questo giuramento era normale requisito in tutti i culti misterici del mondo ellenico (anche di quelli Eleusini, i più stimati e rispettabili di tutti). Non si trattava certamente di congiure contro lo Stato come credevano o piuttosto volevano far credere le autorità interessate.

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