Molti studiosi moderni sono ancora convinti che il cosiddetto Senatus consultum de Bacchanalibus oggi più propriamente editto dei consoli del 186 a.C.,aveva come destinatari gli alleati italici e che la repressione, che, nel periodo antecedente, le autorità romane del 186 a.C. avevano compiuto contro i seguaci di Bacco, si sia svolta anche in territori alleati. Alcuni di essi hanno espresso anche meraviglia perché gli alleati abbiano sopportato senza obiezioni un’evidente intromissione delle autorità romane nei loro affari interni, sia per il presente sia per il futuro. Questo saggio analizza il problema da tanti punti di vista e arriva alla conclusione che gli alleati dei romani, in nessuna fase dell’affare, furono coinvolti negli avvenimenti del 186. La persecuzione degli adepti di Bacco fu semplice-mente uno strumento di lotta politica interna, una vera e propria montatura, ideata dai conservatori e dalla classe senatoria per impadronirsi del potere. Essi, per realizzare il loro progetto, non avevano alcun interesse a coinvolgere gli alleati, che pertanto non avevano nessun motivo di lamentarsi. Il saggio evidenzia come per tanto tempo è stato testardamente falsato un episodio importante della storia romana.